Grazie al costante monitoraggio del nostro ufficio a Bruxelles, di seguito un resoconto sulle tematiche di interesse del settore ittico italiano discusse in sede di Commissione pesca del Parlamento europeo il 27 e 28 marzo.

Strategia europea per le proteine:

  • La Commissione Pesca del PE sta contribuendo all’iniziativa parlamentare della Commissione AGRI diretta alla Commissione europea chiedendo di  presentare con urgenza una strategia globale dell’UE per le proteine che introduca misure efficaci per aumentare la produzione di proteine dell’Unione.
  • Gli europarlamentari invitano la Commissione europea a riconoscere il ruolo strategico dei settori della pesca e dell’acquacoltura in quanto:

a) forniscono proteine marine della massima qualità e con una delle più basse impronte di carbonio;

b) garantiscono la sicurezza alimentare;

c) la promozione delle proteine può rafforzare la competitività del settore limitando la dipendenza dell’UE dall’importazione, verso l’autosufficienza alimentare.

  • Agli Stati membri, gli europarlamentari chiedono di valorizzare il ruolo dei prodotti ittici nelle politiche sulla nutrizione e di promuovere il consumo di tali prodotti tra gruppi specifici, come i giovani.

Audizione pubblica: inquinamento marino e impatto sulla pesca

L’audizione pubblica mirava a comprendere le complessità dell’inquinamento da plastica dal punto di vista della pesca.

  • La plastica proveniente da diverse fonti che finisce nei nostri oceani ha un impatto sugli stock ittici e sul settore, con conseguenze sulla salute degli stock e sulla sostenibilità della pesca.
  • I pescatori sono direttamente colpiti dall’inquinamento da plastica e hanno un interesse immediato a contribuire ad affrontare questo problema.
  • Un approccio olistico richiede la comprensione delle cause e la ricerca di soluzioni, coinvolgendo pienamente il settore, le parti interessate e i responsabili politici.

Trattato delle Nazioni Unite sull’alto mare

  • La Commissione europea ha comunicato la conclusione dei negoziati globali per il Trattato dell’ONU sull’alto mare per proteggere gli oceani, affrontare il degrado ambientale, combattere i cambiamenti climatici e prevenire la perdita di biodiversità.
  • Il trattato consentirà di istituire aree marine protette su larga scala in alto mare, necessarie anche per rispettare l’impegno globale dell’Accordo globale sull’obiettivo di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030.
  • Il trattato richiederà anche di valutare l’impatto delle attività economiche sulla biodiversità d’alto mare.