PIANO DI GESTIONE WESTMED: NO AD ULTERIORI MISURE RESTRITTIVE IN UN MOMENTO DI GRANDE DIFFICOLTA’ PER IL SETTORE

Il Piano di gestione del Mediterraneo Occidentale, adottato ormai un anno fa, ha drasticamente ridotto le zone e le giornate di pesca per la flotta italiana operante nel Mar Tirreno. Nonostante le criticità, il settore della pesca ha rispettato tali misure rigorose con serietà e spirito di collaborazione, non senza subire importanti conseguenze sulla redditività. “Un’eventuale ulteriore riduzione delle giornate e delle zone di pesca comporterebbe tuttavia un danno irrecuperabile al settore – già duramente colpito dall’emergenza Covid in corso – in termini di fatturato e occupazione, mettendo a rischio persino la sopravvivenza di tante di imprese di pesca. Per questo riteniamo  sia necessario valutare preliminarmente gli impatti di qualsiasi misura, mettendone le risultanze a disposizione del settore, con l’obiettivo di valutare gli effetti biologici, economici e sociali derivati dal Piano di Gestione del Mediterraneo Occidentale.” afferma il Presidente di Federpesca, Luigi Giannini. Che prosegue “La pandemia sta mettendo duramente alla prova l’economia ittica italiana per effetto della chiusura dei canali HORECA, della contrazione dei flussi turistici, dei prezzi di mercato estremamente bassi. In queste circostanze eccezionali, confidiamo che la Commissione europea sia sensibile e il più flessibile possibile nell’attuazione dei Piani di Gestione, anche alla luce del fatto che solo le flotte UE si stanno facendo carico del programma di riequilibrio degli stock ittici nel Mediterraneo”.