TRASPARENZA SULLE PUBBLICHE EROGAZIONI

Il nostro legislatore con l’intento di aumentare la trasparenza sui vantaggi economici ricevuti dalla Pubblica Amministrazione (centrale, periferica ecc.), con la legge 124 del 4 agosto 2017 ha previsto all’articolo 1, commi da 125 a 129, specifici obblighi a carico delle imprese, associazioni, fondazioni, onlus e cooperative sociali in merito alla pubblicazione delle erogazioni ricevute (sovvenzioni, contributi e vantaggi economici di qualunque genere).

La disciplina prevede un severo sistema sanzionatorio stabilendo che l’inosservanza dell’obbligo di pubblicazione comporta la restituzione delle somme ricevute ai soggetti eroganti. La decorrenza dell’obbligo, secondo quanto previsto dal Consiglio di Stato, deve essere inteso nel senso che le erogazioni ricevute a partire dall’anno 2018 devono essere pubblicate, secondo la disciplina prevista, nell’anno 2019.

Le modalità di pubblicazioni variano a seconda del soggetto; per le imprese, a partire dal bilancio relativo all’esercizio 2018 , predisposto nel 2019, i dati e le indicazioni degli importi e somme ricevute devono essere specificate nella nota integrativa allegata al bilancio stesso. Per gli altri soggetti (associazioni, fondazioni ecc.) le informazioni devono essere pubblicate entro il 28 febbraio di ogni anno, sui propri siti internet o sui portali digitali anche facebook, relative all’anno precedente.

Ove l’Ente non disponga di alcun portale digitale, la pubblicazione potrà avvenire anche sul sito internet della rete associativa alla quale aderisce.  

Quindi per questi soggetti il primo anno di applicazione dell’obbligo è il 28 febbraio 2019 per le erogazioni ricevute nell’anno 2018.

Ripetiamo la inosservanza dell’obbligo di pubblicazione comporta la restituzione, entro il termine di tre mesi, delle somme ricevute ai soggetti eroganti; spetta a questi ultimi il controllo dell’avvenuto adempimento degli obblighi di pubblicità, mentre spetta al Ministero dello Sviluppo Economico assicurare e chiarire gli orientamenti applicativi.

Le informazioni da pubblicare in forma sintetica, in modo da essere comprensibili dal pubblico dovranno avere per oggetto:

a) la denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;

b) la esatta denominazione del soggetto erogante;

c) la somma incassata per ogni singolo rapporto giuridico;

d) la data di incasso (secondo il principio di cassa)

e) la causale/ oggetto per cui l’agevolazione è concessa.

E’ prevista una soglia di 10.000,00 euro riguardante il totale dei vantaggi economici ricevuti nel periodo di riferimento dal medesimo soggetto erogante, quale soglia al di sotto della quale non occorre effettuare alcun adempimento.         

Nell’attesa di pubblicazione di linee guida da parte della autorità competenti riteniamo opportuno, in questa prima fase, di non soprassedere all’obbligo ciò in quanto alcuna moratoria per le sanzioni sono state previste.

Il Responsabile dell’area Fiscale

dr. Pantaleo Silvestri

“DALL’ASIA ALLA MENSA: IL PESCE LOW COST – BASSO IL COSTO, ALTO IL RISCHIO”

Questa mattina il Presidente Giannini è intervenuto nel programma GR1 Economia, per parlare delle specie importate dall’Oriente (pangasio, limanda, tilapia) e che ritroviamo sui nostri mercati, quali i rischi per la salute e la rete di protezione per i consumatori.
L’intervista completa dal minuto 05:00.

<<LINK>> https://www.raiplayradio.it/audio/2019/02/GR1-ECONOMIA-0f5db893-c96f-4be6-b1ef-d415b485e7f6.html

VII RIUNIONE TAVOLO CONSULTAZIONE PESCA: FERMO 2019 E PIANO GESTIONE PICCOLI PELAGICI

Si è tenuta oggi la VII riunione del Tavolo di Consultazione permanente della pesca e dell’acquacoltura, alla presenza del Direttore Dott. Rigillo e del Sottosegretario On. Manzato.

All’ordine del giorno l’arresto temporaneo obbligatorio per l’anno 2019 e il piano di gestione dei piccoli pelagici in Adriatico.

Arresto temporaneo obbligatorio 2019

1. Periodi

Questa la proposta del Ministero a seguito della discussione nella quale avevamo chiesto di scongiurare un unico periodo per tutto l’adriatico:

Da Trieste ad Ancona 29.07- 27.08

Da San Benedetto a Termoli 15.08- 13.09

Da Manfredonia a Bari 29.07- 27.08

Da Brindisi a Civitavecchia 9.09- 8.10

Da Livorno a Imperia 16.09- 15.10

2. Giorni aggiuntivi a scelta dell’impresa 

GSA 9 <12 mt 9 giorni; > 12 mt 18 giorni

GSA 10 <18 mt 12 giorni; >18 mt 15 giorni

GSA 11 <24 mt 13 giorni; > 24 mt 17 giorni

GSA 16 <12 mt 7 giorni; > 12 mt e < 24 mt 8 giorni; > 24 mt 12 giorni

GSA 17 e 18 <12 mt 7 giorni; >12 mt e < 24 mt 10 giorni; > 24 mt 13 giorni

Come da nostra richiesta le giornate di fermo aggiuntive potranno essere comunicate alla CP entro la mattina stessa alle ore 9.00

Piano di gestione dei piccoli pelagici in Adriatico

Decreto fermo sardine già pubblicato (iniziato il 20.02)

Per il resto il Direttore ha comunicato che è necessario recepire le raccomandazioni della CGPM che richiedono un fermo di 30 giorni separato per volante e circuizione. A tal fine si sta immaginando una suddivisione per GSA e non appena il provvedimento sarà pronto, prima di pubblicarlo, verrà condiviso nuovamente con le associazioni.

Ad oggi la proposta del Ministero, su cui invieremo le nostre osservazioni, è la seguente:

– Fermo volanti alici: coincide con fermo demersali mese di agosto

– Fermo volanti sarda: GSA 17 tra metà dicembre e metà gennaio: GSA 18 tra 15.10 e 15.11

– Fermo circuizione alici: GSA 17 coincide con fermo volanti ad agosto; GSA 18 anticipato a maggio/giugno.

Come Federpesca abbiamo ribadito che tale intesa è fortemente condizionata al pagamento di almeno un periodo di fermo da parte del Ministero. Il Direttore ha risposto che la proposta verrà valutata e verranno fatti i calcoli necessari a verificare la copertura economica.

Infine, abbiamo ribadito la necessità di accelerare il pagamento del fermo 2017 e risolvere le esclusioni dalle graduatorie del fermo 2016 soprattutto per quanto riguarda le problematiche in Sicilia.

SISTEMA DELLA SOSPENSIONE DEL CERTIFICATO DI ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEI PESCATORI – DM 21 dicembre 2018

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il Decreto 21 dicembre 2018 del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo recante “Modalità, termini e procedure per l’applicazione del sistema della sospensione del certificato di iscrizione nel registro dei pescatori”.

FERMO PESCA 2018 MARITTIMI IMBARCATI : DAL MINISTERO DEL LAVORO NUOVE INFORMAZIONI PER COMPILARE LA RICHIESTA

FEDERPESCA CHIEDE PROROGA DEI TERMINI

In riferimento al Decreto Interministeriale n. 24 del 28/12/2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato nuove informazioni per la compilazione delle istanze per il riconoscimento dell’indennità a sostegno del reddito in favore dei dipendenti delle imprese adibite alla Pesca Marittima per l’anno 2018.

La Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione ha integrato le istruzioni già pubblicate con alcuni elementi chiarificatori:

  • “l’indennità è concedibile esclusivamente ai marittimi imbarcati su unità da pesca che non hanno esercitato alcuna attività di pesca;
  • gli Uffici marittimi verificheranno l’effettivo arresto delle attività di pesca con ogni strumento utile, anche in analogia con gli strumenti di controllo già previsti per le verifiche di competenza, nell’ambito dell’erogazione dei fondi FEAMP;
  • il Reparto Pesca Marittima, qualora necessario, predisporrà ulteriori procedure, al fine di acquisire una precisa situazione meteomarina, relativa all’anno 2018, a beneficio esclusivo degli Uffici Marittimi Territoriali;
  • con riferimento all’art. 2 comma 3 lett. a) del Decreto Interministeriale n. 24 del 28/12/2018, si specifica che l’indennità verrà riconosciuta per il periodo continuativo dell’arresto temporaneo obbligatorio e per le sole misure tecniche effettuate successivamente a detto arresto;
  • con riferimento all’art. 3  comma 2 del Decreto Interministeriale n. 24 del 28/12/2018 si ribadisce che, in caso di soci proprietari dell’imbarcazione, che risultino anche imbarcati, l’indennità potrà essere riconosciuta solo a fronte dell’autocertificazione, presentata dal richiedente, relativa all’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra il socio e la Società proprietaria, sia essa di persone che di capitali;
  • con riferimento all’articolo 4 comma 2 lett. i) del Decreto Interministeriale n. 24 del 28/12/2018 si specifica che la consegna dei documenti di bordi è da considerarsi solo per “l’arresto temporaneo obbligatorio” di cui al D.M. MIPAAFT n. 6908 del 20/07/2018 e successive modifiche e integrazioni”.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ricorda, infine, che il termine per la presentazione delle istanze scadrà giovedì 28 febbraio 2019 e che le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso il sistema telematico “CIGS online”.

A TAL PROPOSITO, VISTA LA PARTICOLARE COMPLESSITA’ DELLA PREDISPOSIZIONE DELLE ISTANZE PER OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DELLE INDENNITA PER L’ARRESTO TEMPORANEO OBBLIGATORIO E NON OBBLIGATORIO, IL COMPLESSO ITER PROCEDIMENTALE A CARICO DELLE CAPITANERIE DI PORTO E LA NECESSITA’ DI PRODURRE ASSEVERAZIONI RELATIVE ALLE GIORNATE DI FERMO (OBBLIGATORIO, TECNICO E NON OBBLIGATORIO) ANCHE DA PARTE DI DIVERSE AUTORITA’ MARITTIME, FEDERPESCA RITIENE ASSOLUTAMENTE NECESSARIA UNA PROROGA DEI TERMINI 

FERMO PESCA SARDINE 2019

Pubblicato oggi il Decreto del Sottosegretario che stabilisce le disposizioni per l’anno 2019 relativamente al fermo pesca per le sardine.

Per tutti i pescherecci autorizzati all’esercizio dell’attività di pesca con l’utilizzo dei seguenti attrezzi: reti a circuizione a chiusura meccanica e reti a circuizione senza  chiusura che effettuano la pesca attiva di stock di piccoli pelagici , iscritte ovvero operanti nei compartimenti marittimi da Trieste a Gallipoli (GSA 17 e 18) l’interruzione temporanea dell’attività di pesca per 30 giorni consecutivi è dal 20 febbraio al 21 marzo

Con successivo Decreto Ministeriale saranno stabilite le chiusure spazio-temporali allo scopo di proteggere le zone di crescita e riproduzione degli stock di piccoli pelagici non previste dal presente provvedimento e da attuarsi nell’annualità 2019.

INTERVISTA AL PRESIDENTE GIANNINI SULLE PROTESTE DEL 30 GENNAIO A BARI CONTRO L’INASPRIMENTO DEI CONTROLLI

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 31 gennaio 2019.

BARI. <<“Non c’è una sola ragione di malessere, il settore della pesca viene bersagliato e colpito da più parti, se non si interviene subito si rischia il collasso”. Ieri la categoria è scesa in piazza a Bari, con un sit-in in Piazza Prefettura (cui ha partecipato il deputato leghista Lorenzo Viviani della commissione Agricoltura) per chiedere la modifica dei regolamenti europei. E il barese Luigi Giannini da quasi un trentennio alla guida di Federpesca nazionale, non usa mezzi termini. “Per iniziare nel nostro “lago” Adriatico, così può essere definito geograficamente, non valgono le stesse regole. Le marinerie della sponda opposta pescano 365 giorni l’anno, mentre in Italia solo tre giorni la settimana. Oggi è molto facile controllare su un sito pubblico come “Marine Trafic” si possono facilmente individuare i pescherecci croati attivissimi anche il sabato e la domenica. Ecco perché le acciughe che oggi arrivano sui nostri mercati vengono tutte da lì, mentre prima, quello che può definirsi “il pane del mare”, era appannaggio delle nostre flotte, tra cui quella biscegliese. Si parla tanto di ridurre lo sforzo di pesca, dei problemi ambientali, tutto giusto, ma perché a farne le spese dobbiamo essere solo noi? Da qui la necessità di una gestione ambientale e delle risorse comune dell’intero spazio adriatico. Per non parlare dei controlli, da noi sono stringenti, ma lì probabilmente non è lo stesso. Non voglio qui dire che non devono esserci i controlli, ma anche in questo caso bisogna uniformarli.”

LA PROTESTA DEI PESCATORI SI SOFFERMA SULLE REGOLE EUROPEE?

Certo. In Europa sui tavoli istituzionali non riusciamo a far valere i nostri interessi e le nostre prerogative. In materia di pesca l’UE è attivissima, sforna nuove normative in continuazione a cui i nostri motopesca e le aziende devono uniformarsi con un aumento esponenziale dei costi. A questi si aggiungono i costi ordinari tra cui il più pesante è l’equipaggio che ovviamente va pagato secondo il contratto collettivo di lavoro tutto l’anno, ma in realtà il periodo lavorativo è ridotto se si considerano i pochi giorni di pesca concessi, più il fermo biologico, più le avarie, più le condizioni meteo avverse. Manca, quindi, la redditività dell’impresa che viene schiacciata dalla concorrenza sleale delle altre marinerie oltreadriatiche.”

NON ESISTONO DEGLI “AMMORTIZZATORI” PER SOSTENERE LE IMPRESE?

Il settore della pesca è l’unico senza cassa integrazione, vi sono degli ammortizzatori i quali prevedono 30 euro al giorno per i marittimi che non possono svolgere la loro giornata lavorativa per il fermo o per altre cause, ma lo strumento non funziona. I nostri addetti per esempio non vengono pagati dal 2017! E gli armatori stessi non riescono ad ottenere i proventi dell’indennità del fermo pesca dal 2016 (n.d.r. il fermo pesca prevede lo stop del peschereccio per un periodo dell’anno per ripristinare le risorse ittiche). Le pare un sistema che funziona? Per questo è necessario un decreto urgente del governo che preveda delle misure di sostegno al settore e al mantenimento dell’occupazione, in Puglia lavorano stabilmente più di 3.500 marittimi“.

I PESCATORI SI LAMENTANO DEL SISTEMA SANZIONATORIO?

Questo è un altro tema che va affrontato subito, i controlli come si diceva possono essere anche giusti, ma il sistema di sanzioni è sproporzionato, lei pensi che con il sistema attuale se un peschereccio viene sanzionato nell’attualità rischia di perdere i famosi contributi per il fermo biologico di cui si diceva prima, quelli fermi al 2016 per intenderci“.

ANCHE I PREZZI SUL MERCATO SONO MOLTO BASSI?

Certo, perché il prodotto locale viene schiacciato dalla concorrenza e subisce gli effetti della crisi. La gente nei supermarket compra più facilmente prodotti di acquacoltura che vengono dalla Grecia e dalla Turchia a basso costo, il nostro pesce catturato in Adriatico è naturalmente più caro. Come dicevo all’inizio se si sommano tutte queste concause si può comprendere le ragioni della protesta di un settore un tempo floridissimo che oggi rischia il baratro. L’attenzione su queste problematiche deve essere massima e anche la politica deve occuparsene fattivamente“.>>