08.10.2012 ore 17:40 #VARIE

Sequestro pescherecci in Libia

La Libia di Gheddafi non c’è più, ma il copione si ripete, a dispetto dei cambiamenti, uguale a sé stesso.Tre motopesca della flotta di Mazara del Vallo sono stati sequestrati in serata dalla motovedette libiche. Secondo le prime informazioni comunicate via radio mentre il sequestro era in corso, le imbarcazioni si trovavano tra le 30 e le 50 miglia dalla costa di Bengasi, il porto in cui sarebbero stati dirottati.

A bordo dei tre pescherecci, il “Boccia”, il “Maestrale” e l’”Antonino Sirrato”, ci sono 21 marittimi. «Non è vero che non sono stati sparati colpi di arma da fuoco. Per fermare i tre pescherecci mazaresi i libici che li hanno affiancati hanno sparato in aria», ha detto Piero Asaro, armatore di uno dei pescherecci, smentendo una prima ricostruzione dei fatti. I militari libici sarebbero poi saliti a bordo dei natanti.

L’equipaggio I membri dell’equipaggio dei tre pescherecci «stanno bene, hanno trascorso la notte a bordo e non sono stati fatti scendere dalle imbarcazioni». È quanto riferisce all’Adnkronos Vito Margiotta, l’armatore del “Maestrale”, che è in contatto con il console in Libia.

Si tratta del secondo fermo nel dopo Gheddafi. Il primo risale al novembre del 2011. Protagonista del sequestro, il peschereccio “Twenty two”, fermato dai militari libici a 35 miglia dalla costa, in acque internazionali, e rilasciato dopo cinque giorni grazie ad una pronta attivazione della Farnesina che, tramite l’Unità di crisi e l’ambasciata d’Italia a Tripoli ha subito posto il caso all’attenzione della nuova dirigenza libica. (da Il Giornale)