17.12.2014 ore 10:21 #NEWS

Pesca, +5,8% in busta paga per evitare la «fuga» dalle imbarcazioni – Il Sole 24 Ore

Aumento salariale del 5,8% per i 24mila dipendenti della pesca, con più ore dedicate alla formazione professionale per la sicurezza e la certificazione delle ore di lavoro notturno. Queste le novità più importanti del contratto nazionale di settore 2014-2016 sottoscritto a Roma da Federpesca, associazione che riunisce le duemila aziende di settore, e le delegazioni di Fai, Flai e Uilapesca. Il confronto era partito a marzo dell’anno scorso con le migliori intenzioni da ambo le parti, tra le imprese che chiedevano maggiore flessibilità e i sindacati che rivendicavano un incremento in busta paga del 7,5 per cento.

Dopo qualche mese di stallo, la trattativa ha ripreso a viaggiare fino alla firma di ieri pomeriggio, contrassegnata da un riconoscimento economico importante: l’aumento è infatti del 5,8%, diviso in due tranche, la prima del 3,5% a decorrere dal primo gennaio prossimo, la seconda del 2,3% da inizio 2016. Siamo ben al di sopra del valore dell’Ipca, stimato intorno al 3,7 per cento. Cresce da 14 a 16 euro l’indennità giornaliera aggiuntiva per il lavoro nei giorni festivi. Viene incrementata da 15 a 20 euro mensili la quota di retribuzione per i lavoratori delle aziende che non aderiscono al sistema della bilateralità. Sul capitolo sicurezza, le ore formative passano da 12 a 16. Viene insomma implicitamente riconosciuto, ai sensi del Dlgs. 81/2008, che la pesca rientra tra le attività ad alto rischio (oggi è considerata a medio rischio). Ancor più importante, in questo senso, l’impegno assunto dalle parti a definire una certificazione delle ore di lavoro notturno svolto dagli imbarcati, ai fini del riconoscimento dell’attività di pesca come lavoro usurante (oggi non lo è).

Quanto alla formazione, i permessi retribuiti passano da 30 a 36 ore per ciascun lavoratore per la partecipazione a corsi di formazione e riqualificazione professionale. Scendono da 24 a 20 i mesi necessari al lavoratore imbarcato come mozzo per acquisire la qualifica di marinaio. Per Luigi Giannini di Federpesca «le aziende hanno inteso dare un segnale importante perché credono nel settore. Da parte nostra c’è la consapevolezza che, nonostante la crisi, non si fa impresa senza gli equipaggi. Tergiversare sulla firma poteva comportare una dispersione della manodopera». Per Fai, Flai e Uila è anche un ritorno all’unità, dopo la manifestazione del 29 novembre scorso che non aveva visto la partecipazione della sigla di Cisl.

«Il rinnovo – commenta Enrica Mammucari, segretario di Uilapesca – su alcuni temi delicati, come il riconoscimento delle fattispecie di alto rischio e lavoro usurante, anticipa il legislatore. Speriamo faccia da monito al governo, affinché sia ancora più sensibile alle problematiche del settore». Per Sara Palazzoli di Flai «la firma arriva in un momento importante, con il comparto chiamato a fare i conti con una crisi drammatica». Per il commissario di Fai Luigi Sbarra «si è riusciti a concretizzare un rinnovo contrattuale migliorando non solo la parte retributiva ma, soprattutto, ottenendo una maggiore attenzione al problema della sicurezza nei luoghi di lavoro e alla formazione professionale oltreché aver dato un nuovo impulso alla bilateralità».

di Francesco Prisco 16 dicembre 2014