03.12.2012 ore 15:47 #VARIE

LIBIA, TUNISIA, EGITTO, NELLA PESCA MEDITERRANEA L’UE GRANDE ASSENTE

“Manca all’appello l’Unione Europea e la dimensione esterna della sua Politica Comune della Pesca, guardando agli avvenimenti degli ultimi giorni che hanno coinvolto la Marineria da pesca di Mazara del Vallo con i sequestri succedutisi in Tunisia, Egitto e Libia”. Questo il commento di Luigi Giannini, Direttore di Federpesca/Confindustria.
“Sembra che l’Europa sia estranea a quanto sta accadendo, alla situazione drammatica dei pescherecci d’altura che operavano da tempo immemorabile in acque oggi loro precluse sulla base della sovranità economica affermata da quei Paesi.
Così non è: l’Unione Europea – in attuazione dei Trattati – detiene la riserva esclusiva degli accordi di pesca con i Paesi Terzi ed è sempre pronta a sottolineare con forza questa prerogativa ogni volta che uno Stato membro, direttamente o indirettamente, azzarda intese chepromuovono l’accesso della propria flotta peschereccia a nuove risorse.
Detiene una riserva esclusiva ma – almeno per quanto riguarda il Mediterraneo – non la esercita, non avendo mai neppure tentato l’avvio di negoziati che possano favorire l’impiego legale e sicuro dei pescherecci europei, principalmente italiani, nelle acque di Paesi che per altro verso auspicano una stretta collaborazione con la nostraimprenditoria ittica.
Purtroppo la politica europea della pesca resta unicamente affidata a misure tecniche stringenti e spesso incoerenti, a controlli e sanzioni rigorose, da applicare puntualmente ai nostri operatori della pesca.
L’UE è del tutto assente, invece, quando è necessario intermediare intese favorevoli al settore. Ecco perché l’Europa non può chiamarsi fuori, avendo invece precise responsabilità nel contenzioso che tocca imprese ed equipaggi che rischiano gravi conseguenze, perché privi delle alternative che solo le istituzioni comunitarie potrebbero e dovrebbero fornire”.