27.10.2016 ore 20:00 #NEWS

Lettera aperta su regime sanzionatorio

Lettera aperta su regime sanzionatorio di cui alla L. 154/2016

 

Lo scorso 18 ottobre, presso il Ministero dei Trasporti, si è tenuta una riunione indetta dalla Direzione Generale della pesca e dell’acquacoltura per disaminare il nuovo regime sanzionatorio in materia di pesca marittima ai sensi della legge n. 154 del 28 luglio 2016.

Durante l’incontro, Federpesca ha evidenziato come tale intervento normativo ha avuto l’unico scopo di inasprire le sanzioni a carico di imprese e pescatori. Un’urgenza dettata dalla necessità di soddisfare l’UE ad adempiere ad un Piano di Azione al quale, dobbiamo ricordarlo, l’Italia si è impegnata dopo essere stata accusata dell’insufficienza di controlli a carico del settore; cosa non vera, perché è agli occhi di tutti che il livello di controllo e sanzioni sia addirittura eccessivo in quanto le stesse attingono gli operatori, che non hanno responsabilità rispetto al sistema dei controlli.

Né la depenalizzazione delle infrazioni in quanto tale rappresenta un elemento di maggiore osservanza delle norme a tutela delle risorse ittiche. E neppure fattore di miglior favore per il settore.

Federpesca, in tale circostanza, ha ritenuto necessario chiarire alcuni dubbi applicativi riscontrati, in quanto l’interpretazione errata del citato provvedimento potrebbe dar luogo all’applicazione di sanzioni sproporzionate ed inaccettabili a carico delle imprese di pesca, mettendo a rischio la sopravvivenza delle stesse, senza neanche prendere in considerazione l’assenza di dolo o colpa grave nell’aver praticato condotte lecite. Tutto ciò in netto contrasto con i principi fondamentali dell’Unione Europea.

Dalla riunione, è comunque emersa la disponibilità al confronto da parte dell’Amministrazione, che si è impegnata ad istituire un tavolo tecnico con le Associazioni di categoria ed il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, con lo scopo di trovare soluzioni immediate e responsabili che possano consentire alle imprese di pesca di svolgere la propria attività in maniera sostenibile dal punto di vista del reddito, dignitosa e nel pieno rispetto delle regole.

Tanto premesso, Federpesca, ferma restando la necessità di non ridurre i controlli sulla pesca illegale, ritiene assolutamente opportuno ed inderogabile che le Autorità preposte ai controlli, durante questo periodo di confronto, interpretino ed applichino nel modo più responsabile possibile la sopracitata norma, al fine di evitare di comminare sanzioni amministrative pecuniarie  ed accessorie che possano di fatto essere di grave pregiudizio per l’esercizio dell’attività delle imprese di pesca.