08.03.2017 ore 20:23 #NEWS

IL SETTORE ITTICO CHIAMA. FEDERPESCA C’È.

Le imprese della pesca italiane stanno vivendo una fase di forte destabilizzazione.
Proprio quando il sistema stava mostrando un sostanziale bilanciamento degli indicatori economici aziendali (costi sotto controllo, prezzi di vendita in moderata crescita, ritorno al profitto), fattori esterni stanno determinando tra le imprese disorientamento, frustrazione e timore per il proprio futuro.
Principale fattore è l’incapacità di legiferare – a tutti i livelli – se non a scapito del settore.
Un male che affligge l’Unione europea quanto il Parlamento italiano. I pochi interventi positivi risultano spesso insufficienti o parzialmente inadeguati, spesso per scarsità dei fondi stanziati, spesso perché adottati senza il necessario confronto con chi rappresenta il settore. I contributi forniti nelle audizioni del Parlamento Europeo e del Parlamento Italiano, così come le espressioni provenienti dal sistema di consultazione regionale, il MEDAC, riguardano ambiti marginali, ovvero quando attengono questioni più profonde, rimangono per lo più inascoltati
perché infine prevalgono gli indirizzi della Politica Comune della Pesca ed i Regolamenti comunitari. Non per questo Federpesca rinuncia al dovere di esprimere in ogni sede il proprio messaggio a tutela dei giusti diritti delle imprese
rappresentate, non per questo si sottrae al confronto con qualsiasi attore istituzionale.
Al livello dell’esecutivo le cose non stanno meglio. Negli ultimi anni è mancato un confronto sufficiente sui principali interventi dei quali il nostro Governo si è fatto portatore.
Di qui, la richiesta più volte reiterata in tutte le sedi politiche o di contatto istituzionale: la pesca italiana non può essere governata se non con la partecipazione degli imprenditori al processo decisionale delle regole che li riguardino. Non si tratta, quindi, di ripristinare organismi soppressi, quali la Commissione Consultiva Centrale
della Pesca o le Commissioni Consultive Locali, bensì di istituire Comitati di Gestione a livello nazionale e di singola GSA per dare voce a tutte le componenti del sistema (dagli imprenditori, alla ricerca, alle OO.SS. dei lavoratori, alle amministrazioni, alle organizzazioni ambientaliste e dei consumatori, ecc.).

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