04.03.2014 ore 18:03 #NEWS

FEDERPESCA : SIN DOVE VUOLE ARRIVARE L’EUROPA CON I SUOI PROVVEDIMENTI?

Riunione del Consiglio della Pesca Costiera e Mediterranea di Federpesca indetta d’urgenza per esprimere prime valutazioni in ordine agli sviluppi della proposta della Commissione europea relative all’obbligo di sbarco degli esemplari di taglia inferiore a quella fissata e dal Piano d’Azione per la pesca italiana reso noto nei giorni scorsi.

Nel caso della proposta di regolamento, si tratta di un atto che – qualora entrasse in vigore così come formulato – provocherebbe conseguenze talmente dannose da porre in serio rischio l’esistenza stessa del comparto.

Dal 1° gennaio 2015, in caso di pesca accidentale di esemplari sotto taglia minima, gli stessi non potranno più essere rigettati in mare ma correrà l’obbligo dello sbarco in porto, come previsto dell’articolo 15 del Reg. (UE) n. 1380/2013.

A tale obbligo, già per se molto oneroso per l’impresa, si aggiungerebbe quanto previsto nella proposta di regolamento (889/2013), che tra l’altro imporrebbe di installare sui pescherecci telecamere in grado di controllare l’attività di bordo, per verificare che non abbia luogo alcun rigetto. Tale proposta appare una chiara violazione del diritto alla privacy del lavoratore, ma, soprattutto lesiva della dignità dell’impresa di pesca, così assoggettata come nessun’altra attività economica ad un monitoraggio continuo e vessatorio nella presunzione di comportamenti illegittimi.

Quanto al Piano d’Azione adottato nello scorso mese di settembre con atto coperto da segreto e divulgato solo nei giorni scorsi, la Commissione europea a fronte di presunte carenze nell’attività di controllo nei confronti delle attività di pesca,  ha stabilito una serie di obblighi e adempimenti a carico dell’Italia. Le misure da adottare appaiono però sproporzionate rispetto alle carenze rilevate, tanto più in un Paese come il nostro dove l’Amministrazione centrale della pesca e gli Organi di controllo compiono un’attività di prevenzione e repressione intensa, assidua ed efficace.

L’inasprimento delle sanzioni che è stato imposto al nostro Paese arriverà a comminare la revoca della licenza di pesca dopo due sole infrazioni, conseguenza paradossale e sproporzionata a carico delle imprese di pesca per la presunta carenza di controlli nei confronti degli stessi!

A consuntivo dell’incontro dell’Organo federale, tenuto presso Federpesca Puglia, è stato deciso di invitare il Ministro Maurizio Martina, appena insediato, a pretendere dalla Commissione l’immediata riforma del Piano d’Azione, riportando lo stesso a criteri di coerenza e ragionevolezza. Altrettanta sensibilizzazione sarà operata nelle prossime ore nei confronti del Parlamento Europeo, affinché intervenga a scongiurare misure che comporterebbero danni enormi ed irreversibili a carico del settore.