27.10.2016 ore 18:10 #NEWS

Disagio del ceto imprenditoriale

In un momento di grave turbolenza nel settore, indotta dall’introduzione di modifiche sproporzionate al sistema sanzionatorio a carico del settore e ad una serie di nodi tuttora irrisolti (cassa integrazione, norme tecniche di conservazione, ecc.), molte imprese, anche aderenti a Federpesca, hanno spontaneamente dato vita a forme di protesta (Pescatori in Movimento, Marinerie d’Italia) atte a manifestare il disagio del ceto imprenditoriale alle Istituzioni competenti ed all’opinione pubblica.

Federpesca non può che supportare tali iniziative, a condizioni che restino confinate entro limiti di esternazione ammissibili, perché scaturite da situazioni oggettive e non più sopportabili dal settore.

In una situazione economica ed occupazionale non facile, vanno difese ad ogni costo le ragioni in qualsiasi forma avanzate dal sistema delle imprese quando sostenute da ragionevolezza e legittimità di causa.

Le risposte non dovranno tardare, pena l’ulteriore marginalizzazione di un settore importante ed insostituibile per la vita delle nostra economia marittima e costiera.