DETASSAZIONE CONTRIBUTI ED INDENNITÀ COVID-19

Facciamo seguito al nostro intervento del 21 dicembre 2020 per fare il punto, a seguito delle ultime disposizioni, sulla detassazione dei contributi ed indennità a sostegno delle imprese corrisposti da norme dello Stato e di altri enti quale Regioni e Comuni a seguito per la pandemia purtroppo ancora in atto.

Sotto l’aspetto contabile tali provvidenze assumono il carattere di contributi in conto esercizio e rilevati per competenza, essendo gli stessi corrisposti ad integrazione di mancati ricavi.

Dal punto di vista fiscale il legislatore ha voluto mettere finalmente un punto fermo, per il susseguirsi di disposizioni di legge, intervenendo nella legge di conversione del decreto 137 del 28/10/2020 in cui sono state accorpate un un’unica legge (legge n. 176 del 18 dicembre 2020) tutte le disposizioni di sostegno Covid-19 previste dai quattro decreti “ Ristori”.

Sono stati di fatto accorpati il D.L. 137/2020, il “Ristori bis” D.L. 149/2020, il “Ristori ter“ D.L. 154/2020 e il “ Ristori quater” D.L. 157/2020 uniformando tutte disposizioni ai fini della detassazione dei contributi.

In particolare il comma 10-bis della legge di conversione n. 176/2020, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 319 del 24 dicembre 2020, ha previsto la neutralità fiscale di qualsiasi sostegno dovuto in forza dell’emergenza sanitaria.

E’ stabilito che “ i contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini della imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)….”                

Al secondo comma è precisato che i contributi devono essere erogati nel rispetto dei limiti e delle condizioni definite dal “quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza Covid-19” fissato dalla Commissione Europea in data 19 marzo 2019, in cui tra l’altro è previsto il limite di 120 mila euro per il settore della pesca.

Alla luce di quest’ultimo intervento normativo tutti gli aiuti Covid-19, da chiunque erogati, non concorrono alla determinazione delle base imponibile Irpef/Ires, al valore della produzione Irap e nemmeno rilevano ai fini del rapporto per la deducibilità degli interessi passivi di cui agli articoli 61 e 109 del TUIR.

Da quanto sopra dovremmo ritenere che fin quando saranno erogati contributi e ristori a sostegno delle imprese a seguito del perdurare della emergenza pandemica gli stessi saranno sempre non imponibili fiscalmente e non soggetti a nessuna imposizione diretta.

 

Dott. Pantaleo Silvestri