SEEDS&CHIPS E FEDERPESCA INSIEME PER HOM “Humans of Mediterranean”, LA GENERAZIONE CHE HA CURATO IL MARE

Nasce il primo Manifesto per la difesa dei mari dalla plastica

L’obiettivo è una legge che possa coinvolgere i pescatori dei 22 Paesi del Mediterraneo, enti associazioni e Istituzioni per garantire la tutela dell’ecosistema marino e dell’ambiente

Milano, 6 maggio 2019 – Al via la quinta edizione di Seeds&Chips, The Global Food Innovation Summit, il più importante evento internazionale dedicato alla Food Innovation. La prima giornata del Summit ha visto in particolare la presentazione ufficiale di HOM Humans of Mediterranean, la generazione che ha curato il mare, il primo Manifesto per difendere il mare dalla minaccia della plastica, ideato e promosso da Seeds&Chips e Federpesca. Un’alleanza tra i pescatori dei 22 Paesi del bacino Mediterraneo per liberare il mare dalle plastiche.

Il lancio si è tenuto alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio. Un importante segnale che testimonia l’attenzione del governo verso la difesa dell’intero ecosistema marino, in primis coinvolgendo i pescatori ma anche associazioni di settore, enti di partenariato economico e sociale e dell’Unione Europea.

Il Manifesto strutturato in cinque articoli, racchiude i principi fondamentali di questa alleanza:

Articolo 1: mari e oceani coprono più del 70% della superficie terrestre e oggi sono minacciati dai troppi rifiuti accumulati negli anni, in particolare la plastica. È nostro dovere invertire la tendenza ed agire per curare e tutelare gli ecosistemi marini e oceanici. Abbiamo quindi la possibilità di essere “la generazione che ha curato il mare”.

Articolo 2: Il Mediterraneo, culla della civiltà  moderna, è oggi la “casa in comune” per oltre 500 milioni di esseri umani che vivono nei paesi del bacino. Si tratta di un mare sostanzialmente chiuso, il luogo ideale per implementare un progetto innovativo di salvaguardia, che riguarda tutta l’umanità.

Articolo 3: i pescatori, uomini e donne del Mediterraneo, sono la più grande risorsa per la cura e salvaguardia del mare. È proprio il mare che alimenta sogni e speranze, le loro famiglie e la collettività. I pescatori devono diventare protagonisti attivi e custodi del mare, simbolo di un futuro sostenibile.

Articolo 4: si chiede alla politica e ai governi di appoggiare questa sfida, offrendo ai pescatori strumenti legislativi e risorse per curare il mare, liberarlo dai rifiuti e tutelarlo attraverso un modello di sviluppo circolare in grado di creare valore condiviso.

Articolo 5: è compito di tutta la società civile, non solo della politica, adoperarsi per rendere questa cura sostenibile. L’appello è rivolto a cittadini, imprenditori, lavoratori, inventori, ricercatori, membri della comunità, tutti possono dare il proprio contributo. Per essere parte della soluzione e non del problema.

“Questa alleanza coinvolge in primo luogo i pescatori, che sono i protagonisti diretti nella salvaguardia del mare dall’inquinamento, ma vuole raggiungere anche i cittadini dei Paesi, non solo del bacino del Mediterraneo, ma dell’Europa intera e di tutto il mondo” ha dichiarato Marco Gualtieri, Presidente e ideatore di Seeds&Chips. “Ad oggi diversi Paesi hanno già aderito e si impegneranno attivamente nel proteggere quello che per loro e per noi tutti è un bene prezioso, il mare. Ci auguriamo che il nostro Manifesto e la proposta di legge avanzata dal Governo possa entrare presto in vigore e che molti altri comprendano la centralità di questo progetto aderendo all’iniziativa. Un piccolo gesto da parte di ognuno può trasformarsi in un’azione globale potentissima”.


“Vogliamo diffondere la centralità del ruolo del pescatore prevista nel ddl Salvamare contro l’inquinamento da plastica a tutti i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo”, ha aggiunto  il presidente di Federpesca, Luigi Giannini. Sarà, infatti, permesso ai pescatori di portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle loro reti, senza doversi sobbarcare costi di smaltimento. Insomma fare in modo che tutti i pescatori del Mediterraneo diventino ‘spazzini’ del mare. “Del resto, aggiunge Giannini, la plastica in mare, uno dei più grandi scempi ambientali, ‘naviga’ in superficie e nei fondali e non si ferma certo al confine di un paese. Per questo occorre unirsi per vincere questa battaglia di civiltà”.

HOM si fonda quindi su sensibilizzazione e mobilitazione generale, a partire dai pescatori per arrivare alle comunità e ai governi. Un’azione congiunta per la tutela del Mar Mediterraneo e di tutti i mari, per dimostrare che una azione congiunta porti benessere e crescita economica diffusa in modo sostenibile, arricchisca tutti e sia un argine significativo al cambiamento climatico.

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FIRMATO ACCORDO TRA FEDERPESCA E UTAP, ALLA PRESENZA DEL MINISTRO DI MAIO, PER LA GESTIONE COMUNE DELLE RISORSE DEL MEDITERRANEO

Il Presidente di FEDERPESCA Giannini insieme al Presidente dell’UTAP Ezzar durante la firma dell’accordo

Firmato nell’ambito del Vertice intergovernativo italo-tunisino e del Forum Economico organizzato da Confindustria a Tunisi il Protocollo d’Intesa tra Federpesca e Utap – Union Tunisienne de l’Agriculture et de la Peche – volto al rafforzamento dei rapporti di collaborazione e amicizia tra le due organizzazioni nell’interesse di gestione e valorizzazione degli stock ittici e dei prodotti della pesca dei due paesi.
L’accordo ha l’obiettivo di promuovere misure finalizzate a preservare gli stock di prodotti ittici compresi i piani di gestione delle risorse comuni, l’istituzione di periodi di arresto temporaneo obbligatorio comuni per le flotte dei due paesi, l’istituzione di quote di pesca per determinate specie, la selettività degli attrezzi da pesca. Oltre a ciò l’accordo prevede lo sviluppo di partenariati industriali, collaborazioni del mondo della ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, progetti di cooperazione e internazionalizzazione, scambio di esperienze nel campo della formazione professionale, oltre che la promozione comune dei prodotti della pesca del Canale di Sicilia in termini di qualità.
Siamo molto soddisfatti e orgogliosi della firma di questo accordo di partenariato alla presenza del Ministro Di Maio, dei Ministri dell’Industria e degli investimenti tunisini, del Presidente di Utica e della Vice Presidente di Confindustria Licia Mattioli” – dichiara il Presidente di Federpesca Luigi Giannini. “Il Mediterraneo è la nostra casa comune e in quanto tale va protetto e valorizzato. A questo fine abbiamo anche promosso un manifesto “Humans of Mediterranean – la generazione che ha curato il mare” che verrà presentato il prossimo 6 maggio a Milano nell’ambito della Fiera Seeds&Chips e che ha l’obiettivo di coinvolgere tutta la società civile dei paesi del mediterraneo ad attivarsi per salvaguardare il nostro mare e combattere l’inquinamento. Siamo convinti che in questo senso i pescatori abbiano un ruolo fondamentale in quanto protagonisti del cambiamento, custodi del mare, simbolo di un futuro sostenibile”.

PARLAMENTO EUROPEO VOTA 3 DOSSIER SULLA PESCA: PIANO SUI DEMERSALI NEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE, PIANO PLURIENNALE DI RICOSTITUZIONE DEL PESCE SPADA E FEAMP 2021-2027

Il 4 aprile u.s. sono stati approvati nell’ Aula del Parlamento Europeo tre importanti dossier sulle attività di pesca nell’UE:

Il primo rapporto riguarda l’istituzione di un piano pluriennale nel Mediterraneo occidentale per le attività di pesca delle specie demersali, come nasello, scampo, triglia, gambero. La pesca demersale nel Mediterraneo ha un alto valore commerciale ed è attualmente regolata attraverso piani di gestione nazionali. Il nuovo Piano interessa principalmente le flotte e i pescherecci da traino provenienti da Italia, Francia e Spagna.

Evitate le quote e aree di chiusura per la pesca a strascico. 

Il secondo rapporto ha riguardato il piano pluriennale di ricostituzione del pesce spada nel Mediterraneo. Importante segnalare che i pescatori potranno notificare fino a poco prima dell’arrivo in porto i quantitativi pescati e, qualora pescassero accidentalmente del pesce spada fuori quota, non incorreranno in confische e sanzioni, come inizialmente minacciato. 

L’ultimo voto ha riguardato il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) per il periodo 2021-2027. Con 7,74 miliardi di euro, il nuovo Fondo continuerà a finanziare il settore ittico europeo nel passaggio a pratiche di pesca più sostenibili e all’innovazione. Inserite semplificazioni per rendere l’accesso al Fondo più semplice, soprattutto per garantire gli aiuti ai pescatori in caso di arresto definitivo o temporaneo. 

Di seguito i testi (in edizione provvisoria) approvati dal Parlamento Europeo nella seduta del 4 aprile 2019

1. Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P8-TA-2019-0343+0+DOC+PDF+V0//IT

2. Istituzione di un piano pluriennale per le attività di pesca che sfruttano gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale  http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P8-TA-2019-0344+0+DOC+PDF+V0//IT

3. Piano pluriennale di ricostituzione del pesce spada del Mediterraneo   http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P8-TA-2019-0353+0+DOC+PDF+V0//IT

PARLAMENTO EUROPEO ADOTTA PIANO PLURIENNALE DI GESTIONE DELLA PESCA DEMERSALE NEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE (COMUNICATO DI EUROPECHE)

La commissione per la pesca del Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sulla proposta della Commissione europea che istituisce un nuovo piano pluriennale di gestione della pesca demersale nel Mediterraneo occidentale che colpisce principalmente le flotte di Italia, Francia Spagna.

Europêche accoglie con favore il positivo passo in avanti verso l’adozione definitiva di questa proposta legislativa che, nel contesto della regionalizzazione, fornirà maggiore stabilità e avvicina il processo decisionale ai pescatori e alle comunità costiere. Pur accogliendo con favore i risultati generali del voto di ieri, vi sono due questioni principali che ancora turbano l’industria europea della pesca: l’introduzione di una grave restrizione della rete da traino e la forte riduzione dell’attività in mare dal primo anno di attuazione delle nuove norme. Queste misure possono minare gli sforzi compiuti finora e la redditività delle flotte del Mediterraneo, che hanno già subito un considerevole calo del numero di navi da pesca e di posti di lavoro negli ultimi anni.

La posizione del Parlamento si basa sulla proposta della Commissione che mira a garantire che le attività di pesca siano sostenibili dal punto di vista ambientale a lungo termine. Europeche sottolinea che l’UE dovrebbe cercare coerenza con le misure approvate dalla comunità internazionale nel quadro della Commissione generale della pesca per il Mediterraneo (CGPM). Per questo motivo, Europêche plaude al rifiuto del Comitato di tentare di introdurre misure di gestione basate sul totale ammissibile di catture (TAC), che non funzionerebbe in questo piano di gestione.

Inoltre, il comitato per la pesca ha concesso un certo grado di flessibilità alla proposta della Commissione di vietare l’uso di reti a strascico a profondità superiori a 100 m per tre mesi all’anno tenendo conto di fattori geografici e scientifici. L’organismo di pesca sottolinea, tuttavia, che non è necessario un tale divieto poiché esistono già garanzie sufficienti nell’UE e nella legislazione nazionale per impedire che la pesca a strascico venga utilizzata su basi vulnerabili. Allo stesso modo, il divieto proposto si tradurrebbe di fatto nell’impossibilità di pescare per molti pescherecci, in particolare quelli più piccoli, che non possono operare in acque più profonde a causa di rischi per la sicurezza. Invece, Europêche è favorevole alla creazione di aree chiuse specifiche, debitamente giustificate da un punto di vista scientifico, come quelle già proposte dallo stesso settore della pesca in diversi paesi dell’UE.

Javier Garat, Presidente di Europêche, ha dichiarato: “Siamo convinti che la commissione per la pesca abbia dato un importante contributo a una migliore conservazione e allo sfruttamento sostenibile degli stock demersali nel Mediterraneo occidentale. I pescatori ritengono che vi sia ancora spazio per miglioramenti e ulteriore flessibilità al fine di adeguare il piano alle specificità mediterranee. In particolare, l’introduzione di restrizioni sull’attività di pesca e divieti di pesca metterebbe a repentaglio non solo intere comunità di pescatori ma anche i porti, le aste e le industrie ausiliarie a seconda degli sbarchi giornalieri effettuati dai nostri pescatori. I pescherecci a strascico di piccola scala sono uno dei principali fornitori di cibo nel Mediterraneo. Pertanto, se i pescherecci dovranno interrompere le attività di pesca per tre mesi all’anno, questi settori ne saranno profondamente colpiti e i consumatori ne sentiranno sicuramente le ripercussioni “.