BOLLO SU REGISTRI NAUTICI

Dubbi ci risultano essere sorti in merito alla applicazione o meno del bollo sulla numerazione e bollatura dei registri nautici.

Premesso che l’imposta di bollo è regolata dal DPR 642 del 26.10.72 ed in particolare per la vidimazione dei registri in genere dall’ art. 16 della Tariffa allegata al detto DPR.

L’art. 16 della Tariffa, rimandando l’applicazione del bollo solo per i libri contabili e, in caso sia previsto l’obbligo della bollatura o della vidimazione, per quei libri che  devono essere bollati dal Registro delle imprese o da un notaio,  qualche dubbio è sorto se la Capitaneria di porto potesse essere equiparata al Registro delle imprese.   

A tale proposito l’allora Ministero delle Finanze con propria Risoluzione n. 27 del 1/02/1995, in risposta ad apposito quesito  avente ad oggetto i registri nautici, ha chiarito che ogni qual volta la numerazione e la bollatura dei registri non sia  effettuata specificatamente dal Registro delle imprese o da un notaio, gli stessi non rientrano tra quelli soggetti all’applicazione del bollo.   

Alla luce di quanto sopra non può essere richiesta alcuna applicazione dell’imposta di bollo sui registri nautici (ruolo di equipaggio, registro dei rifiuti, registro  delle assenze di bordo  ecc..) vidimati dalla Capitaneria di porto.

Chi avesse necessità di aver copia della Risoluzione n. 27/1995 la può richiedere alla scrivente Federazione.

Il responsabile d’area

Dott. Pantaleo Silvestri

PROVA DI AVVENUTO IMBARCO PROVVISTE E DOTAZIONI DI BORDO

L’Agenzia delle Entrate con propria risposta n. 325 pubblicata in data 30/7/2019 ha confermato che pur in presenza di fattura elettronica, l’unica prova  valida per dimostrare l’avvenuto imbarco di provviste e dotazioni di bordo, con esclusione del carburante e del lubrificante, è quella prevista dalla Legge n. 81 del 11/3/2016 di conversione del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2.

Come più volte ribadito la non imponibilità iva a sensi dell’art. 8/bis del DPR 633/72 è subordinata alla prova dell’avvenuto imbarco, prova che, come confermato dall’Agenzia delle Entrate, si concretizza applicando la procedura semplificata richiamata dalla legge 81/2016.

Tale procedura consiste nella registrazione in ordine cronologico delle fatture su apposito registro vidimato dalla Dogana ( circ. Dir. Dogane n. 30819/8, Div. XV ) e la annotazione  e sottoscrizione sulla copia cartacea della fattura da parte del capitano del M/P di dichiarazione di avvenuto imbarco.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre ribadito che per le imbarcazioni adibite alla navigazione in alto mare, con esclusione di quelle destinate alla pesca costiera, per beneficiare del regime della non imponibilità è necessario che l’armatore applichi le condizioni previste dalla Risoluzione n. 2/2017 e dia dimostrazione dell’esercizio della pesca in “ alto mare”.   

Come i nostri associati ricorderanno l’intervento del legislatore per l’applicazione del regime semplificato di cui alla legge 81/2016 è stato fortemente voluto dalla scrivente e dalle Associazioni territoriali che, senza creare difficoltà all’erario, ha permesso alle imprese di economizzare tempi, eliminando il controllo diretto della Dogana mediante l’apposizione del visto, considerato precedentemente l’unica prova  valida dell’avvenuto imbarco.

Consigliamo, infine, in particolare alle imprese di pesca titolari di più natanti che sarebbe opportuno fare indicare in fattura il nominativo del M/P di destinazione della merce.   

Il consulente fiscale

Dr. Pantaleo Silvestri

TRASPARENZA SULLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Facciamo seguito alla nostra nota del 26 febbraio u.s. per specificare che il decreto crescita (decreto legge n. 34/ 2019), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019, all’articolo 35 ha modificato la disciplina delle erogazioni pubbliche contenuta nei commi da 125 a 129, art. 1, delle legge 124/2017.
Sull’argomento è intervenuta l’Assonime e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili per illustrare l’attuale struttura delle pubbliche erogazioni a seguito delle modifiche sopra specificate.
Quello che interessa affrontare in questa sede, a seguito delle numerose richieste pervenuteci, è chiarire quando sono dovuti gli adempimenti di cui agli obblighi di trasparenza a carico delle imprese, associazioni, fondazioni ecc.
Ci è stato più volte richiesto se ad esempio gli sgravi fiscali e previdenziali usufruiti dalle imprese di pesca a seguito della applicazione dalla legge n. 30/98, rientrano nel concetto di vantaggi ricevuti dalla Pubblica Amministrazione e di conseguenza assoggettati agli obblighi della trasparenza.
In proposito è stato precisato nelle novità introdotte dall’art. 35 del decreto crescita che i vantaggi corrisposti ai beneficiari, sulla base di un regime generale previsto per tutti i soggetti che soddisfano determinate condizioni (agevolazioni fiscali, contributive ecc.), non rientrano negli obblighi di cui sopra. La disciplina della trasparenza si applica solo quando un vantaggio viene attribuito dalla Pubblica Amministrazione ad un particolare soggetto o ad una specifica impresa sulla base di rapporti bilaterali.
Altrettanto è stato chiarito che tali obblighi non si applicano anche a quanto ricevuto a titolo di risarcimento, a titolo di corrispettivo per un incarico ricevuto o una prestazione svolta.
Le modifiche intervenute confermano quanto da noi sostenuto a proposito delle agevolazioni fiscali e contributive, nella speranza di chiarimenti ufficiali.
L’intervento normativo fa chiarezza su diversi problemi di carattere interpretativo lasciati aperti dalla normativa di riferimento, necessari proprio nell’imminenza della scadenza dei termini di predisposizioni dei bilanci per le imprese.

Il responsabile dell’Area Fiscale

Dr. Pantaleo Silvestri

IVA: PROROGATI I TERMINI DI TRASMISSIONE DELL’ESTEROMETRO, DEL NUOVO SPESOMETRO E DELLA COMUNICAZIONE LIPE

Proprio a ridosso della relativa scadenza, prevista per il 28 febbraio 2019, nella serata del 27 il MEF ha reso noto, tramite un comunicato stampa, che l’atteso d.p.c.m. con il quale è stata disposta la proroga di alcuni adempimenti comunicativi in materia di IVA è arrivato alla firma del Presidente del Consiglio, e sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale dopo la registrazione alla Corte dei Conti.

Nel comunicato stampa sono anticipati i contenuti di tale provvedimento.

Esso contiene la proroga dal 28 febbraio al 30 aprile prossimo del termine di trasmissione del c.d. spesometro transfrontaliero o esterometro. Si tratta di un nuovo adempimento comunicativo introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2019, che consiste nell’obbligo, a carico dei soggetti passivi IVA stabiliti in Italia, di trasmettere, per via telematica, all’Agenzia delle entrate i dati delle operazioni, sia rese che ricevute, intercorse con soggetti esteri, che non siano documentate con fatture elettroniche o bollette doganali. 

La trasmissione telematica di tali dati deve essere effettuata, a regime, con cadenza mensile: in particolare, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso, per quanto concerne le fatture attive, oppure a quello della data in cui è ricevuto il documento comprovante l’operazione, per quanto riguarda le operazioni passive.

Entro il 30 aprile dovranno essere trasmessi i dati relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019: si tratterà del primo invio dei dati riguardanti l’adempimento in questione.

Con il d.p.c.m. in corso di pubblicazione è stato differito al prossimo 30 aprile anche il termine di trasmissione all’Agenzia delle entrate della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. “nuovo spesometro) relative al terzo e al quarto trimestre 2018 (in caso di invii con periodicità trimestrale), oppure al secondo semestre 2018 (in caso di invii con periodicità semestrale), termine del pari fissato al 28 febbraio c.a. dall’art. 11 del c.d. decreto Dignità. Si tratterà degli ultimi invii di tale comunicazione, soppressa a decorrere dal corrente anno in correlazione all’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica.

Il citato d.p.c.m. contiene inoltre il differimento dal 28 febbraio al 10 aprile prossimo del termine di trasmissione alla stessa Agenzia della comunicazione telematica dei dati delle liquidazioni periodiche relativa al quarto trimestre del 2018.

VARIAZIONI IN DIMINUZIONE PER PROCEDURE ESECUTIVE RIMASTE INFRUTTUOSE

L’Agenzia delle Entrate a seguito di richiesta di consulenza giuridica, ha confermato che le note di variazioni dell’imponibile o dell’imposta per mancato pagamento dovuto a seguito della infruttuosità di procedure esecutive sono consentite solo nelle ipotesi previste dall’articolo 26 del DPR 633/72.

L’Agenzia con risposta n. 2 del 24 gennaio 2019 (che pubblichiamo in allegato) puntualizzando che le variazioni in diminuzioni hanno natura facoltativa, diversamente da quelle in aumento, precisa che il loro esercizio è limitato ai casi espressamente previsti dalla legge, tra i cui rientrano le procedure esecutive rimaste infruttuose.

In proposito l’art. 26, comma 12, del decreto iva individua i casi di infruttuosità:

  • in caso di pignoramento presso terzi, dal verbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario risulti la mancanza di beni o crediti pignorabili oppure l’impossibilità di accesso al domicilio del debitore ovvero la sua reperibilità;
  • nell’ipotesi in cui, dopo che per tre volte l’asta per la vendita del bene pignorato sia andata deserta, si decida di interrompere la procedura esecutiva per eccessiva onerosità.

In dette ipotesi l’infruttuosità della procedura deve essere acclarata da un organo super partes ( ufficiale giudiziario ) e non rimessa all’arbitrio del creditore pignorante.

Vista la rigidità delle procedure, sarebbe opportuno che un intervento normativo modificasse la disciplina delle perdite su crediti, uniformando quella prevista dalla normativa iva con quella dalle imposte dirette (esp. ammettere la possibilità di recuperare l’IVA per i mancati pagamenti di crediti di modesta entità anche in assenza di procedura esecutiva ).

<<ALL.>> Agenzia delle Entrate – Risposta n.2 del 24 gennaio 2019

LEGGE DI BILANCIO 2019

La V commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di bilancio 2019 denominato “ sostegno al reddito per i pescatori nel fermo biologico” con cui di fatto sono stati riproposti gli stessi interventi di cui alle leggi di bilancio 2017 e 2018, ma con decurtazione di alcuni importi.

In particolare è stato previsto:

  1. per i lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, è riconosciuta per l’anno 2019 una indennità giornaliera onnicomprensiva fino ad un massimo di 30 euro giornalieri e nei limiti di spesa di 11 milioni di euro, dovuta durante il periodo di sospensione dell’attività lavorativa, a causa di misure di arresto temporaneo obbligatorio;
  2. sempre per l’anno 2019, nei limiti di spesa di 2,5 milioni di euro, è riconosciuta una indennità giornaliera, fino ad un importo massimo di 30 euro e per un periodo non superiore a quaranta giorni in corso d’anno, nel periodo di sospensione dell’attività derivante da misure di arresto temporaneo non obbligatorio.    

Di fatto quanto previsto dalla lettera b) è un incremento delle risorse previste nella precedente lettera a) la cui applicazione, tuttavia, non ha ancora trovato la esatta individuazione giuridica.

La stessa previsione normativa, con coperture finanziarie diverse (prima 7 milioni di euro, poi cinque e da ultimo 2,5 ) è stata fatta nelle leggi di bilancio per l’anno 2017, 2018 ed ora per l’anno 2019.

 

Il Responsabile dell’area Fiscale

Dr. Pantaleo Silvestri

 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IVA A SEGUITO DELLA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO DIGNITÀ

La legge n. 96 del 9 agosto 2018, di conversione del decreto legge n. 87 del 12 luglio 2018 – decreto dignità, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 11/8/2018 ha introdotto ulteriori norme di semplificazione in materia di iva.

Innanzi tutto è stato confermato che i dati relativi alle fatture emesse e ricevute al terzo trimestre del 2018 ( nuovo spesometro ) devono essere trasmessi entro il 28 febbraio 2019, unitamente a quelli dell’ultimo trimestre; in caso di trasmissione semestrale i dati del primo semestre dovranno essere inviati entro il prossimo 30 settembre, mentre quelli relativi al secondo semestre devono esser inviati entro il 29 febbraio 2019.

Una novità è stata prevista per le fatture emesse e ricevute da tutti i produttori agricoli prevedendone l’esonero della trasmissione delle relative comunicazioni e non più per i soli produttori agricoli operanti nelle zone montane, come precedentemente previsto.

L’articolo 11, comma 2 bis, della citata legge di conversione ha stabilito l’esonero dall’obbligo di annotazione delle fatture nei registri iva sia per le fatture emesse che per le fatture di acquisto per i contribuenti obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute. La disposizione sembra di non facile comprensione posto che le disposizioni vigenti dal 2019 non prevedono più l’obbligo di trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute a seguito della entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le operazioni soggette ad iva.

In merito a tale punto è necessario che l’Agenzia delle Entrate intervenga per chiarire l’effettivo ambito di applicazione della diposizione, riconoscendo tale esonero per tutte le operazioni per le quali deve essere emessa la fattura elettronica.

La legge di conversione ha inoltre confermato che i compensi dei professionisti assoggettati alla ritenuta alla fonte ( art. 25 DPR 600/73 ) sono esclusi dal meccanismo della scissione dei pagamenti ( split payment ) per le prestazioni rese alla pubblica Amministrazione. L’esclusione opera per le operazioni la cui fattura è emessa a partire dal 14 luglio scorso.

Infine confermiamo il recepimento integrale, in sede di conversione, delle diposizioni di rinvio al 1° gennaio 2019 degli obblighi della fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti a soggetti iva presso gli impianti stradali di distribuzione.

 

Il Responsabile dell’area Fiscale

dr. Pantaleo Silvestri

FISSATE LE DATE PER NUOVO SPESOMETRO 2018

L’art. 11 del cosi detto decreto dignità ( D.L. 87 del 12 luglio 2018 ) pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018, recante “ Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese” ha differito i termini di trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al terzo trimestre 2018, in caso di periodicità trimestrale, e ha fissato i termini per gli invii di detti dati per il primo e secondo semestre 2018, in caso periodicità semestrale.

Non sono previste particolari modalità di opzione per l’invio dei dati con periodicità semestrale, pertanto, a tal fine è valido il comportamento concludente.

Per i termini, il richiamato art. 11 ha previsto il rinvio al 28 febbraio 2019 del termine di trasmissione delle comunicazioni relative ai dati del terzo trimestre 2018 ( anziché entro il prossimo 30 novembre ) unificando tale scadenza con quella relativa alla trasmissione dei dati dell’ultimo trimestre del 2018.

In caso di trasmissione semestrale, è stabilito che i dati dovranno essere inviati entro il prossimo 30 settembre, per il primo semestre 2018, ed entro il prossimo 28 febbraio 2019 per il secondo semestre.

Naturalmente le sopra specificate disposizioni dovrebbero limitare i loro effetti ai dati delle fatture relative al 2018, posto che l’obbligo della trasmissione di tali comunicazioni è stato eliminato, a partire dal 1° gennaio 2019 ( art. 1 comma 916 legge di bilancio 2018 ), in concomitanza con l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica.

 

 

CESSIONE DI CARBURANTE E SCHEDA CARBURANTI

Assonime con propria circolare n. 17 del 6 luglio u.s. ha affrontato, tra l’altro, le modalità di cessione di carburante da distributori stradali dopo l’entrata in vigore del decreto-legge n. 79 del 2018.

E’ stato precisato che per certificare l’acquisto di carburante per autotrazione ( benzina, gasolio, gas metano e GPL ) da impianti stradali di distribuzione nell’esercizio di impresa, arte o professione, ai fini della detrazione iva e della deducibilità del costo per le imposte dirette è necessario utilizzare la scheda carburante fino al 31.12.2018.

Le annotazioni contenute nella sopra citata scheda sono sostitutive della fattura cui è fatto divieto ai gestori di impianti di distribuzione di emetterla per la cessione di tali prodotti. Tuttavia, come in passato, solo nella ipotesi in cui l’impianto di distribuzione non è fornito di personale addetto alla distribuzione del carburante ( impianti self-service) l’acquirente, soggetto iva, può richiedere al gestore l’emissione della fattura inviandogli i buoni di consegna rilasciati dalla attrezzatura automatica.

Il decreto legge n. 79 ha previsto l’obbligo di pagare il carburante con mezzi tracciabili al fine di poter dedurre l’Iva e il costo agli effetti delle imposte dirette. In virtù di ciò, se il pagamento del carburante è effettuato con moneta elettronica ( carte di credito, di debito e carte prepagate), i soggetti iva potranno giustificare l’acquisto per il tramite dell’estratto conto rilasciato dal soggetto che ha emesso la carta e conseguentemente diventa superfluo l’utilizzo della scheda carburante. Naturalmente è necessario che l’estratto conto contenga tutti gli elementi necessari per individuare l’acquisto ( data, soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, importo ecc. ).

La stessa legge di Bilancio 2018, art. 1 commi 922 e 923, ha previsto che la detraibilità dell’iva e del costo è subordinata al pagamento con mezzi tracciabili e non in contanti e al rilascio della fattura elettronica. Quest’ultimo adempimento ( fatturazione elettronica ) è stato prorogato al 1/1/2019 dal DL. 79/2018 sostituito dalla scheda carburante; tale documento risulta superfluo e non più necessario ai fini della detraibilità dell’iva e del costo essendoci l’obbligo di pagare gli acquisti di carburante solo con mezzi tracciabili.

Naturalmente l’obbligo di utilizzare mezzi tracciabili di pagamento non si estende alle fattispecie diverse dall’acquisto di carburante per autotrazione.

La circolare Assonime fa anche il punto sulla tipologia dei mezzi tracciabili di pagamento mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse dagli operatori soggetti alle comunicazioni previste dall’art. 7, comma 6, del DPR 605/73 (le banche, la società Poste italiane spa, gli intermediari finanziari ecc. ), assegni bancari, vaglia cambiari e postali, mezzi di pagamento elettronico tra cui: addebito diretto, bonifico bancario o postale, carte di credito, di debito, prepagate che consentono anche l’addebito in conto corrente

Infine la circolare n. 8/ 2018 dell’Agenzia delle Entrate ha specificato che è certa ai fini della deduzione del costo la riferibilità della spesa al datore di lavoro anche nel caso in cui il rifornimento sia pagato dal dipendente, durante una trasferta di lavoro, con propria carta di credito e venga successivamente rimborsata dal datore di lavorio nei modi previsti dalla legislazione vigente.

 

Il Responsabile dell’area Fiscale

dr. Pantaleo Silvestri

PRESUNTE INCOERENZE PER ANNO DI IMPOSTA 2016

Stanno pervenendo in questi giorni comunicazioni alle imprese di pesca circa una presunta incoerenza tra i redditi indicati nel modello studi di settore ( WG90U – quadro F ) e quello indicato nell’Unico 2017 ( quadri F o G – elementi contabili ).

Naturalmente stiamo riferendoci alla dichiarazione anno di imposta 2016.

Considerato che l’incoerenza è esclusivamente dovuta alla pedissequa applicazione di quanto indicato nelle istruzioni sia del quadro elementi contabili dell’Unico 2017 che del quadro F degli studi di settore, consigliamo di fornire comunque i chiarimenti e le precisazioni utilizzando il software messo a disposizione dall’Agenzia.

Va precisato che tutto è conseguente alla applicazione di quanto previsto nelle istruzioni al quadro degli studi di settore ( pagina 8 ) che a proposito delle agevolazioni reddituali derivanti per l’utilizzo del natante di cui alla legge 30/98, prevedono: “ le deduzioni di tali importi non devono essere inserite in nessun rigo del presente quadro F”.