30.04.2013 ore 09:41 #NEWS

Azioni di disturbo di Greenpeace nelle acque siciliane mettono in pericolo la sicurezza.

Quella che si è perpetrata oggi in Sicilia da parte di attivisti di Greenpeace nei confronti di pescherecci in regolare e pacifico esercizio della propria attività di pesca è un atto gravissimo che abbiamo già provveduto a segnalare alle Autorità preposte “commenta il direttore di Federpesca Luigi Giannini “ quel che è più grave è che si è messo in pericolo la sicurezza della vita umana in mare, oltre ad aver indebitamente interrotto un’attività produttiva lecita ed autorizzata”.
“Siamo sconcertati da questo episodio piratesco che speriamo sia punito dalle competenti autorità “ afferma Calogero Graffeo armatore di uno dei pescherecci assaltati dall’unità di Greenpeace ”come se non bastasse il maltempo, il caro gasolio e la crisi che ha ridotto anche il consumo di pesce. Noi operiamo una pesca tradizionale con attrezzi consentiti (volante a coppia, sistema per la cattura dei piccoli pelagici come acciughe e sardine) e ci trovavamo ben lontano dalla costa (5 miglia) quando siamo stati intercettati dagli attivisti di Greenpeace che ci hanno puntato impedendoci di manovrare arrivando addirittura a gettarsi in mare vicino alle reti, mettendo a repentaglio la nostra e la loro sicurezza, un gesto intollerabile per la gente di mare”.
“In questo Paese crediamo ancora che quelle imprese che nonostante tutte le difficoltà ancora producono reddito e lavoro vadano tutelate: troppo facile prendersela con il povero pescatore che cerca di racimolare la giornata con ore di duro lavoro” conclude Calogero Graffeo “ noi rispettiamo il mare perché ci viviamo, se vogliono possiamo portarli un giorno a pescare con noi, così forse se ne renderebbero conto”.
Roma 29 aprile 2013