FEDERPESCA SCRIVE AL MINISTERO PER AVERE CHIARIMENTI SU DECRETO PICCOLI PELAGICI: UN’IMPRESA DI PESCA CHE ESERCITA LA PESCA DEI PICCOLI PELAGICI PUO’ OSSERVARE IL FERMO PREVISTO PER LO STRASCICO (DM 173/2019) E ACCEDERE AI CONTRIBUTI FEAMP PER RICEVERE L’INDENNITA’.

Alla luce del combinato disposto dei commi 10 e 11 dell’art. 7 del D.M. n. 407 del 26 luglio 2019, si conferma  che una impresa di pesca che esercita la pesca attiva dei piccoli pelagici con il sistema volante , laddove autorizzata in licenza anche all’utilizzo del sistema strascico, pur se di norma non soggetta alle disposizioni di cui all’art. 2 del D.M. 173 del 30 aprile 2019 (cfr art. 10), possa osservare comunque, nell’anno 2019, il periodo di arresto temporaneo obbligatorio di cui all’art. 2 del D.M. 173 del 30 aprile 2019 e possa altresì accedere ai contributi di cui all’art. 33 del FEAMP a condizione che abbia effettuato le misure di cui agli artt. 5, comma 1 e 6 del predetto decreto (misure tecniche e misure tecniche successive all’interruzione temporanea).

PROVA DI AVVENUTO IMBARCO PROVVISTE E DOTAZIONI DI BORDO

L’Agenzia delle Entrate con propria risposta n. 325 pubblicata in data 30/7/2019 ha confermato che pur in presenza di fattura elettronica, l’unica prova  valida per dimostrare l’avvenuto imbarco di provviste e dotazioni di bordo, con esclusione del carburante e del lubrificante, è quella prevista dalla Legge n. 81 del 11/3/2016 di conversione del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2.

Come più volte ribadito la non imponibilità iva a sensi dell’art. 8/bis del DPR 633/72 è subordinata alla prova dell’avvenuto imbarco, prova che, come confermato dall’Agenzia delle Entrate, si concretizza applicando la procedura semplificata richiamata dalla legge 81/2016.

Tale procedura consiste nella registrazione in ordine cronologico delle fatture su apposito registro vidimato dalla Dogana ( circ. Dir. Dogane n. 30819/8, Div. XV ) e la annotazione  e sottoscrizione sulla copia cartacea della fattura da parte del capitano del M/P di dichiarazione di avvenuto imbarco.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre ribadito che per le imbarcazioni adibite alla navigazione in alto mare, con esclusione di quelle destinate alla pesca costiera, per beneficiare del regime della non imponibilità è necessario che l’armatore applichi le condizioni previste dalla Risoluzione n. 2/2017 e dia dimostrazione dell’esercizio della pesca in “ alto mare”.   

Come i nostri associati ricorderanno l’intervento del legislatore per l’applicazione del regime semplificato di cui alla legge 81/2016 è stato fortemente voluto dalla scrivente e dalle Associazioni territoriali che, senza creare difficoltà all’erario, ha permesso alle imprese di economizzare tempi, eliminando il controllo diretto della Dogana mediante l’apposizione del visto, considerato precedentemente l’unica prova  valida dell’avvenuto imbarco.

Consigliamo, infine, in particolare alle imprese di pesca titolari di più natanti che sarebbe opportuno fare indicare in fattura il nominativo del M/P di destinazione della merce.   

Il consulente fiscale

Dr. Pantaleo Silvestri